Questa "riscoperta semantica" la trovo particolarmente felice e feconda, perché coagula in se l'altra, molto più comune e ottundente, armi di distrUzione di massa.
Ci si ritrae istintivamente al sentire "armi di distrUzione
di massa".
Scatta un meccanismo di inconscia autodifesa, di rigetto della
parola e degli orrori conseguenti.
Muore in un certo senso la nostra possibilità di ragionare
"lateralmente".
Ci si irrigidisce in un rifiuto netto di quel motto. Dei suoi
significati e quindi anche del suo significante (ossia le parole che compongono
quell'insieme di lettere e parole).
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QUESTA FOLLIA SPIEGAMELA TU. IO CI PROVO A RAZIONALIZZARLA IN QUESTA SEDE. PERCHE' ALTRIMENTI O IMPAZZISCO O ME LA FACCIO SOTTO. |
Eppure bisogna sempre sforzarsi di esaminare il mondo che ci
circonda, anche se ciò è doloroso.
Prendere coscienza è un esercizio di pietà, di compassione per tutto
ciò che questo sole vede scorrere sotto di se da millenni a questa parte.
Quand'è che questo schifo di motto, "armi di distrUzione di
massa" ha fatto la sua comparsa?
Non ne ho idea, ma di