- ripostato da precedente stesura del 2013 -
Non ho mai visto questo film. Mi sono sempre ripromesso di vederlo ma il tempo passa e lo manco sempre.
Così a naso, dalle citazioni che sento, sospetto parli del
potere dei media e di quanto sia possibile manipolare e creare realtà
virtuali ad usufrutto dei detentori dei sistemi di comunicazione di massa (tv,
giornali, radio).
Questo “impianto” di considerazioni è di certo ancora
completamente valido perché nulla è cambiato ai vertici dei gruppi editoriali
di riferimento nei vari paesi.
Ogni giorno assistiamo al teatrino messo in piedi a nostro beneficio
dai telegiornali.
Il nostro sguardo è attento e scova (o almeno dovrebbe) ogni
possibile condizionamento che cercano di propinarci e rifilarci.
Un tempo credevo che vedere certi programmi, diciamo “orientati”, fosse un esercizio di
attenzione. Che fosse in un certo senso istruttivo.
A distanza di anni non ho cambiato del tutto opinione, ma col
passare degli anni comincio a rendermi conto degli errori commessi.
Intendiamoci, dentro di me presumevo di essere un dritto.
Ciò che vedevo non mi stava manipolando, ero perfettamente
cosciente che era artefatto e camuffato.
Capita quando le esperienze ci portano a riconsiderare certe
situazioni e si scopre che ciò per cui abbiamo lottato era una chimera.
Voglio arrivare a dire che anche se allora credevo di capire cosa
stesse succedendo, in realtà questi mezzi sono talmente potenti e pervadenti da
ottundere anche le persone più scaltre.
PERCHÉ SE NON È IL MESSAGGIO AD ESSERE ALTERATO, LO È IL LINGUAGGIO CON CUI SI ESPRIMONO, LA LUCE CON CUI ILLUMINANO IL LORO STUDIO, GLI OGGETTI SULLO SFONDO, I COLORI CHE USANO, LA VELOCITÀ DEI FOTOGRAMMI O DEGLI STACCHI DI TELECAMERA, IL

